Margot parte per un weekend a casa di sua sorella Pauline (che non vede da anni) che l’ha invitata al suo matrimonio.
Secondo lungometraggio di Noah Baumbach, 38enne di Brooklyn già sodale di Wes Anderson come sceneggiatore de “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”. Le forti difficoltà di distribuzione incontrate sia in patria che all’estero (in Italia non si è neanche affacciato nelle sale ed è direttamente uscito in DVD) sono sintomatiche del forzato declino imposto a un certo cinema eppure vivissimo, di emozionante realtà, di stupefacente vicinanza con gli spettatori per le storie che racconta e per la lieve autunnalità dei caratteri e dei toni che potrebbero a buon diritto eleggerlo a “film del cuore” per moltissime persone. Rohmer e Bergman sono gli osservati speciali di Baumbach, peraltro abile a tradurre il linguaggio universale dei suoi maestri e a mantenerne l’atmosfera magica che pervade anche e soprattutto le scene più drammatiche e tracimanti di sofferenza interiore (la scalata all’albero, Margot che si masturba disperatamente a letto, i continui cambi di prospettiva nel rapporto tra sorelle) e fisica (l’agguato del piccolo Vogler a Claude, direttamente da “L’ora del lupo”). La commovente applicazione di una diva come Nicole Kidman, straordinaria, rende ancora più magico questo piccolo grande film.

Voto: 7,5