Rimasto orfano dopo che i suoi genitori sono stati uccisi da un balordo, il giovane miliardario Bruce Wayne ha un obiettivo: ripulire dal marcio l’amata Gotham City.
Quinto capitolo della saga di Batman; il primo in ordine cronologico, diretto da uno dei registi più cool di Hollywood che per inscenare la sua personale visione dell’uomo pipistrello ha voluto distaccarsi sia dai fasti burtoniani che – fortunatamente – dagli aberranti episodi schumacheriani. Il risultato è originale e quantomeno degno di nota, perché tanto per iniziare è probabilmente il superhero-movie con meno effetti speciali e digitali della storia recente del cinema; scelta che simboleggia la volontà di Nolan di confinare in un angolino gli ammennicoli da popcorn e abbandonarcisi per obblighi di copione soltanto nel finale, cedendo il passo a uno scavo psicologico di inedita profondità seppur penalizzato dal marmoreo e bamboleggiante Christian Bale, ennesimo Batman privo d’ironia (da questo punto si salvava – ma appena appena – solo George Clooney). Un eroe senza poteri ma ipertecnologico di cui Nolan spiega, al limite della pignoleria, la natura del suo portento per bocca di Morgan Freeman. Un blockbuster adulto di un regista che ha saputo felicemente traslocare dal cinema indie a quello delle majors mantenendo sostanzialmente intatti i propri principi e i propri temi ricorrenti (il trauma che ossessiona, la vendetta spesso cieca), nonostante in questo caso la sceneggiatura di David S. Goyer accusi più del solito la tensione del grande evento specie nel disegno dei personaggi (e così: l’evitabile spruzzata di jujitsu e altra-roba-orientale, l’imbarazzante Katie Holmes sempre più trascinata dallo sciagurato consorte in un gorgo nero e senza uscita, il britannico Tom Wilkinson improbabile mafioso italo-americano…). Prosegue il filone dell’ “eroe problematico” già portato al successo da Sam Raimi con “Spiderman” arricchendolo di un’ulteriore patina noir che non sarebbe dispiaciuta ai creatori del fumetto; il finale apre la strada all’annunciato sequel “Il cavaliere oscuro”, in questi giorni un po’ in tutte le sale del globo.

Voto: 6,5

Trivia
(Prima che venisse contattato Nolan, nel 2003 Darren Aronofsky e Frank Miller lavorarono insieme a una sceneggiatura basata sulla graphic novel “Batman: Year One” e sottoposta alla Warner Bros, che la rifiutò probabilmente a causa di alcune variazioni di copione come la sostituzione di Alfred con un robot afro-americano di nome “Big Al” o l’aver reso Bruce Wayne un senzatetto)
(Christian Bale perse la voce per tre volte a causa delle variazioni della voce per interpretare Batman)
(Tra i candidati al ruolo del dottor Jonathan Crane c’era anche Marilyn Manson)
(Una delle macchine guidate da Bruce Wayne è una Lamborghini Murcielago. In spagnolo, “murcielago” significa “pipistrello”)
(Il personaggio di Rachel Dawes, che non fa parte di nessuna storia di Batman, è stato appositamente creato da Christopher Nolan e David S. Goyer)