In sette episodi, indagini e rivelazioni su afrodisiaci, zoofilia, travestitismo, frigidità, perversioni, esperimenti scientifici sul sesso e su ciò che avviene realmente nel corpo umano durante un rapporto sessuale.
Ispirata al noto best-seller del sessuologo David Reuben, ghignosissima commedia di Woody Allen che ricorre alla struttura a capitoli per mettere le mani su un materiale potenzialmente sconfinato e inesauribile come le battute e gli sketch a sfondo sessuale. Livello ovunque alto, a tratti altissimo, con momenti d’eccellenza (la gag del rabbino; lo straordinario episodio finale alla Jules Verne; il lungo primo piano, stupito e silenzioso, di Gene Wilder dopo la confessione del suo paziente armeno) e chicche di sincera cinefilia (l’episodio sulla frigidità interamente recitato in italiano, con tutte le buffe inflessioni del caso, come omaggio a Fellini ed Antonioni). Cattivo gusto? Ma dove? Battuta memorabile: “Cos’è bianco-nero-bianco-nero-bianco-nero-bianco-nero-bianco? Una suora che ruzzola per le scale”.

Voto: 7,5

Trivia
(Woody Allen girò anche l’inizio di un ottavo episodio, “Cos’è che rende un uomo omosessuale?”: un ragno (Allen) seduce sulla rete una vedova nera (Louise Lasser) e fa l’amore con lei, prima che lei lo divori. Non riuscendo a trovare un finale all’altezza, Allen lasciò perdere)
(La seconda scelta di Woody Allen per interpretare il dr. Doug Ross era nientemeno che Laurence Olivier)
(Primo dei due film per il quale Allen utilizzò sui titoli di coda “Let’s Misbehave” di Cole Porter nella versione di Irving Aaronson and his Commanders; l’altro, del 1994, è “Pallottole su Broadway”)

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