Come undici anni fa: due ragazzi dall’aria distinta e dai modi urbani prendono possesso della villa sul lago di una famiglia borghese (marito, moglie, figlio e cane) e iniziano gentilmente a torturarli.
Anche se si ha ben in mente il clamoroso originale del 1997, il remake di “Funny Games” a cura dello stesso Michael Haneke – fatto essenzialmente per soldi, non siamo fessi – ha tuttavia molto d’istruttivo, specialmente se, come in Italia, la distribuzione ha deciso di darlo in pasto ai cinema d’estate. E’ istruttivo cimentarsi nel gioco delle differenze tra questo film e i trailer che ne precedono l’inizio, spesso assurdissimi come un tal “Io vi troverò” con Liam Neeson; è ancora più istruttivo volgere ogni tanto le spalle allo schermo e osservare le facce e le reazioni (“Che schifo!”, “Allucinante!”) de “la ggente che va al cinema per rilassarsi”, pochi spettatori in massima parte impreparati e dunque ancora più sbigottiti e interdetti davanti a certe scene (una in particolare, chi l’ha visto capirà) che – nell’ostinato rifiuto di aprire gli occhi di fronte all’agghiacciante meta-significato della famigerata pellicola – vengono perciò bollate con un assertivo e lapidario “Che puttanata”. Alla dogana americana Haneke non ha avuto nulla da dichiarare: “Funny Games U.S.” è molto simile nello stile e nei particolari (cambia qualche dialogo e qualche dettaglio, come il telefonino al posto del cordless) e sostanzialmente identico nel significato, ancora più potente perché rinforzato dall’appassionata partecipazione di divi di Hollywood (Naomi Watts è anche produttrice) che il regista ha avuto piacere a manipolare, umiliandoli come pupazzi consapevoli di tenere in piedi l’oggetto delle sue picconate. La versione americana mette di più l’accento sull’avanzato stato di assuefazione verso una realtà che si ritiene a torto debba essere sempre più somigliante alla finzione cinematografica, e in questo senso assumono ancora più violenza gli sguardi in camera di Paul, schiaffi a un pubblico inerte che si prova a risvegliare dal coma.

Voto: 8=