Appena uscito dal manicomio, un vigoroso 23enne sequestra un’attrice porno col vizio della tossicodipendenza, di cui è follemente innamorato dal primo fugace incontro con lei, avvenuto anni prima.
Dopo il successo internazionale di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, Almodovar scende di un gradino nel racconto brioso ma insospettabilmente prevedibile di una storia d’amore di cui sono comunque ammirevoli le funamboliche schermaglie tra gli scatenati Antonio Banderas e Victoria Abril, protagonisti di una memorabile scena di sesso almodovariana a 24 carati (nove riprese per filmarla, nove ore per girarla). Nulla di realmente innovativo rispetto ai film precedenti, il che mantiene comunque i lavori di Almodovar largamente superiori a quelli dei suoi colleghi spagnoli dei primi anni ’90. Paco Rabal è grande nel ruolo secondario del regista sulla sedia a rotelle che insidia di continuo le attrici con frasi come “Il tuo culo e la mia paralisi fanno ormai parte della cultura di questo Paese”. Le singole scene sono superiori al complessivo prodotto finale; la canzone che fa da sottofondo alla tenerissima ultima scena è “Resistiré”, un classico della tradizione popolare spagnola, il più grande successo del Duo Dinamico.

Voto: 6,5