Una diligenza con sette passeggeri e due guidatori deve raggiungere la cittadina di Lordsburg nel New Mexico, rischiando di incappare nei pericolosi Apache che popolano il percorso.
Grande classico del western e del cinema classico americano, che aveva in John Ford un esponente di punta per la didattica semplicità delle storie e l’impeccabile pulizia della rappresentazione; eppure è straordinario, in un film così universalmente “facile” e leggibile, si sviluppi un’infinità di temi, dalla nascita del Mito della Frontiera alle riflessioni sul ruolo della donna (ce ne sono due, antitetiche: la prostituta e la moglie incinta) nel cinema e nell’America degli anni ’30, fino alla contrapposizione tra il sostrato culturale conservatore e razzista (il cattivo trattamento riservato dal film a indiani e messicani) e la morale progressista che sottolinea la rivincita, con fuga d’amore finale, del bandito gentiluomo e della puttana dal cuor d’oro. Le ristrettezze produttive e la difficoltà nel cambiare continuamente i fondali trasparenti portarono Ford a tollerare alcuni scavalcamenti di campo che è inusuale vedere con questa frequenza nel cinema americano anni ’30 e ’40.

Voto: 8

Trivia
(A chi gli domandava come mai, nella scena-clou del film, gli Apaches non fermassero la corsa della diligenza semplicemente tirando ai cavalli, John Ford rispondeva: “Perché questa sarebbe stata la fine del film”)
(La diligenza passa davanti alla Monument Valley per almeno tre volte)
(Primo film di John Ford con John Wayne, e primo suo western dopo 13 anni)
(La trama del film si ispira al racconto “Boule de suif” di Guy de Maupassant)

 

Advertisements