Un navigato criminale appena uscito di galera progetta un furto di gioielli e perciò mette insieme un gruppo di criminali tra cui un avvocato in bolletta che farà da ricettatore. Non tutto, si sa, va come previsto.
“The City under the City”, recitava la locandina americana. “Giungla d’asfalto” è un compendio del noir classico americano degli anni ’40 e ’50, con situazioni tanto proverbiali (l’ambientazione notturna, i personaggi accomunati da un’unica tonalità di grigio, il ruolo decisivo del Fato, i tasselli che non s’incastrano per una questione di minuti) da farlo sembrare oggi datato rispetto ad alcuni suoi contemporanei. Esemplare escalation finale in cui Huston svela, da onesto e capace artigiano del cinema, tutti i segreti del noir. La sua regia ci mette un’attenzione superiore alla media per confezione e fotografia (di Harold Rosson) e mostra qualche debito con Welles. In un cast di gran classe (c’è anche Marilyn Monroe in un ruolo secondario) svetta l’elegante glacialità dell’Erwin Riedenschneider di Sam Jaffe, candidato all’Oscar e premiato a Venezia con la coppa Volpi.

Voto: 7

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