Estate caldissima a Brooklyn: sudore, nervi a fior di pelle e l’odio che monta tra gli abitanti del quartiere e una pizzeria gestita da una famiglia italo-americana.
Il primo joint di successo di Spike Lee, portabandiera del black cinema che a fine anni ’80 fece irruzione nel paludato universo cinematografico americano per far valere, alzando la voce ma non in un’unica direzione, la parola dei neri. “Fa’ la cosa giusta” è infatti un mosaico di odi paralleli e reciproci, ben spiegato dalla famosa sequenza centrale dell’invettiva tutti-contro-tutti diretta contro cinque diversi gruppi etnici con diritto di cittadinanza a New York. Nonostante le ben note opinioni di Spike Lee e la dedica del film a Martin Luther King e Malcolm X, il film evita di dipingere i neri in stile capanna dello zio Tom, addossando chiaramente anche a loro parte delle responsabilità: diffidenti, a loro volta razzisti, arroganti o semplicemente stupidi, Spike ne ha anche per i suoi fratelli. Film energico e cazzutissimo, ben accompagnato dalle musiche dei Public Enemy, pezzo forte della colonna sonora di Bill Lee (padre di Spike). Nominations agli Oscar per Danny Aiello (attore non protagonista) e per la sceneggiatura originale di Spike Lee; Radio Raheem riadatta nella vulgata metropolitana la famosa parabola delle mani del bene e del male raccontata dal pastore Robert Mitchum ne “La morte corre sul fiume”.

Voto: 7,5

Trivia
(Primo film di Rosie Perez; nella scena in cui appare nuda non le si vede il volto perché in quel momento, talmente turbata e preoccupata, stava piangendo)
(Spike Lee offrì il ruolo di Sal a Robert De Niro, che lo rifiutò ritenendolo troppo simile ad altri ruoli interpretati in passato)
(Le scene con i tre “corner men” che parlano seduti sulle loro sedie furono completamente improvvisate)