Uno stimato criminologo di mezza età rimane incantato davanti a un quadro, esposto in una vetrina, raffigurante una misteriosa donna. Ne conosce una identica, e rimane coinvolto in una storia senza uscita.
Corretta anche se datata e oggi scarsamente proponibile, l’escursione noir di Fritz Lang è pero un gioiello rétro che racchiude tutti i topoi del noir classico e contemporaneamente del cinema langhiano; il doppelganger, l’inconscio, la precarietà del crimine. La femme fatale disegnata da Joan Bennett è oscurata dai personaggi maschili; stile espressionistico con discrezione. Finale frettoloso che impone didatticamente alle leggi del noir la non richiesta morale della storia. Il protagonista è Edward G. Robinson, già visto nel coetaneo e sublime “La fiamma del peccato” di Wilder.

Voto: 7