profumo-di-donna
Uno studente di college di stanza a Boston arrotonda con piccoli lavori da accompagnatore; viene assunto per qualche giorno al servizio di un colonnello non vedente in congedo.
Remake USA dell’omonimo film di Dino Risi del 1974 (con Vittorio Gassman e il povero Alessandro Momo nel ruolo dei due attori principali), a sua volta tratto da un romanzo di Giovanni Arpino (in America evidentemente non lo sapevano, dato che premiarono con un Golden Globe e una nomination all’Oscar la mediocre sceneggiatura non originale di Bo Goldman). Dal film originale sono state scartate le parti più ombrose e di meno immediata comprensione per il pubblico americano, di alfabetizzazione evidentemente scarsa; in compenso il brodo è stato allungato fino a oltre due ore e mezza, riempite con trascurabili inserti stile “Attimo Fuggente” e moraletta finale sul giovane studentello che riesce a far trovare al vecchio colonnello la forza di “cambiare”. Il film non manca di momenti suggestivi (la scena del tango, il pranzo a casa del fratello), ma più numerose sono le fasi didascaliche e molti i passaggi a vuoto in cui l’adattamento di Goldman rivela la sua natura USA & getta (uno per tutti: il tentato suicidio del colonnello). Ignorato per il “Padrino”, “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, “Serpico”, “Scarface” e altri ancora, Al Pacino batté con successo la strada dell’infermità (Dustin Hoffman docebat) per arrivare al primo Oscar in carriera; la sua prova grandissima e un po’ manierata copre molte delle magagne di un film che ha l’eleganza e la sostanza della bella copertina plastificata. In particolare, la filosofia della regia è la stessa dell’onesto allenatore di provincia che sa di avere un solo fuoriclasse a disposizione e vi si appoggia totalmente per portare a casa la partita (il film); Martin Brest è Gigi Simoni e Al Pacino è il suo Ronaldo.

Voto: 6,5
Trivia
(Come sempre, Al Pacino si dedicò scrupolosamente alla parte, e frequentò alcune associazioni di non vedenti da cui imparò a versarsi da bere, trovarsi una sedia e comporre un numero di telefono senza usare la vista)
(L’hotel di lusso Walford-Astoria di New York, all’interno del quale sono ambientate numerose scene, fu utilizzato come set di notte per non disturbare la normale attività)

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