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Da qualche archivio polveroso è saltato fuori un vecchio documentario di fine anni ’30 che racconta una delle più grandi vittorie del fascismo, sempre ingiustamente negata fino ai giorni nostri: la conquista del pianeta Marte.
Nata come parentesi fissa di due-tre minuti a puntata nel sublime “Il caso Scafroglia”, ultimo programma fisso del geniale Corrado Guzzanti in onda a tarda sera su Raitre nel 2003, l’idea di “Fascisti su Marte” è stata sviluppata dallo stesso attore con la collaborazione alla regia di Igor Skofic; all’interno del progetto, particolarmente arduo allungare la durata dei precedenti sketch fino a farne uno unico di 100 minuti. Le smagliature e le inevitabili lungaggini gli impediscono di arrivare all’8 pieno, ma per il resto non si può che applaudire ammirati davanti a questo semi-capolavoro di satira in cui si coniugano la critica politica passata e presente con la brillantezza comica della sceneggiatura che snocciola trovate irresistibili come il conto alla rovescia in numeri romani e la citazione di “Schindler’s List” con gli ineffabili Mimimmi costretti nel lager marziano. In questi foschi tempi di tentato revisionismo, “Fascisti su Marte” – prendendo in giro gli usi e i costumi del regime e in particolare la sua dimensione comunicativa, fondata su una retorica tronfia e petulante – può anche servire a mantenere le giuste distanze e ad evitare pericolosi deragliamenti. Battuta cult: “Gli inglesi, gente che andava nuda a caccia di marmotte quando noi già s’accoltellava un Giulio Cesare”. Nel ruolo del camerata Fecchia c’è il giornalista Andrea Purgatori, già inviato speciale del Corriere della Sera e co-sceneggiatore, tra le altre cose, de “Il muro di gomma” sul caso-Ustica.

Voto: 8-