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Vita e opere di John Forbes Nash jr., matematico statunitense premio Nobel per l’economia nonostante una grave forma di schizofrenia con cui convive ancora oggi.
“A Beautiful Mind” è il film che, forse più di ogni altro, ha simboleggiato in questo decennio il cinema hollywoodiano mainstream e la minuziosa strategia adottata da ogni casa di produzione per ottenere in un colpo solo il profitto e la gloria (leggi Oscar), attraverso il genere che più è andato per la maggiore negli ultimi anni, il biopic. Perciò: alla Universal si cerca una vicenda umana appassionante, con tanti momenti esaltanti quante zone d’ombra; la si trova nella vita di John Nash (anzi, nella sua biografia scritta da Sylvia Nasar); la si rende più digeribile omettendone particolari superflui per il pubblico globalizzato e romanzandone alcune parti (nel discorso di accettazione del Nobel ci si inventa un Nash che ringrazia pubblicamente la fedele mogliettina scatenando una standing ovation; eccetera). Si passa poi al casting, svolto con cura: la parte principale a un attore non più giovanissimo, esploso da poco ma ormai lanciato (Russell Crowe, fresco di Oscar un anno prima per “Il gladiatore”); per le parti secondarie si cerca il miglior rapporto qualità/prezzo, e dunque spazio a una garanzia come Ed Harris per il cattivo e a Jennifer Connelly, graziosa ma ancora poco nota, per la bella che non debba necessariamente saper recitare come Meryl Streep (tanto Hollywood è piena di ragazze carine). Infine, un regista dal solido mestiere, che ispiri fiducia e non pianti grane; e chi meglio di Richie Cunningham? Se Nash avesse tempo e voglia di interessarsi alla cosa, dedurrebbe che il successo è matematico; sono infatti addirittura arrivati gli Oscar come miglior film (!) e miglior regia (Ron Howard preferito a David Lynch per “Mulholland Drive”!!!!!). Ritornando nel merito, “A beautiful mind” è un film più che degno, di quelli a cui la critica sbrigativa riserva tre stelline o tre pallini; ha momenti ruffianelli ma emozionanti e svolte ingegnose di sceneggiatura (il colpo di scena a metà intreccio), e si lascia seguire lisciamente. Non è un capolavoro.

Voto: 7=

Trivia
(Tra i papabili al ruolo di John Nash c’era anche Tom Cruise)
(Nella versione originale, quando Nash vede per la prima volta Parcher, chiede riferendosi a lui: “Who’s Big Brother?”. Nella versione italiana, la frase è stata tradotta con “Chi è l’eminenza grigia?”)
(La vera Alicia Nash è originaria del Salvador; ragion per cui per questo ruolo s’era pensato a Salma Hayek)
(A differenza di ciò che succede in molti altri film sulla matematica, la formula scritta da Nash alla lavagna durante la sua prima lezione è quella risolutiva di un vero teorema)
(Particolari omessi sulla vita di John Nash: si è sposato due volte, sempre con Alice; ha avuto anche relazioni omosessuali; in gioventù ha concepito un figlio fuori dal matrimonio)
(Secondo la rivista Premiere, è uno dei “20 film più sopravvalutati della storia”)