il-braccio-violento-della-legge
New York: due detective della Narcotici sono convinti di aver fiutato una pista che porterebbe ad un grosso carico di droga in arrivo da Marsiglia.
Da un omonimo libro di Robin Moore, a sua volta ispirato ad un vero sequestro di eroina avvenuto con modalità analoghe a quelle raccontate. Come già detto nella recensione de “Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo” di Don Siegel, il 1971 è anno di rinascita per il cinema poliziesco; la contrapposizione tra buoni e cattivi si fa più sfumata e meno manichea, e soprattutto tutt’altro che scontata nella sua soluzione. Pur con tutti i limiti e le semplificazioni del genere, la sceneggiatura di Ernest Tidyman è un modello: spiccia, scarna, senza orpelli ed elementi di distrazione (le donne sono relegate in un angolino, trattate come oggetti sessuali – gli stivali – anche dal Nostro Eroe), viene esaltata dalla regia del 31enne William Friedkin (che s’era fatto notare nel 1968 con il piccolo e scaltro “Quella notte inventarono lo spogliarello”), eccitatamente urbana, dritta e tesa come un filo: le sue sequenze-capolavoro sono il gioco del gatto e del topo tra Gene Hackman e Fernando Rey in metro e l’inseguimento auto-metropolitana per le strade di New York. 5 Oscar tra cui quello (sacrosanto) al montaggio di Gerald B. Greenberg e il primo per Gene Hackman, brusco poliziotto il cui soprannome “Popeye” fu tradotto poco virilmente in italiano in “papà”.

Voto: 7+

Trivia
(Nella sequenza dell’inseguimento non c’è neanche una nota di commento musicale, ma Friedkin e Greenberg la montarono seguendo il tempo di “Black Magic Woman” di Carlos Santana)
(James Caan, Peter Boyle e Robert Mitchum rifiutarono il ruolo di Jimmy Doyle)
(La scelta di Fernando Rey per il ruolo di Alain Charnier fu dovuta a un errore; Friedkin si riferiva ad un attore visto in “Bella di giorno” di Bunuel di cui non ricordava il nome, e il direttore del casting pensava stesse parlando di Rey. Il prescelto avrebbe dovuto essere invece Francisco Rabal, che fu contattato in seguito; stante la sua indisponibilità, Friedkin accettò di assegnare il personaggio a Rey)
(In alcune vedute della skyline di Manhattan è possibile vedere i lavori in corso per la costruzione della prima delle due Torri Gemelle)

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