lultimo-spettacolo
Anni ’50; in un paesino del Texas la vita di due adolescenti scorre monotona tra una partita a biliardo, un film al cinema di Sam “il leone” e qualche avventura con le poche ragazze locali.
Opera seconda del 31enne newyorkese Peter Bogdanovich, il Truffaut d’America, cinefilo accanito che realizzò il suo maggior successo proprio con un film sulla magia del cinema e sul suo utilizzo allegorico per raccontare i cambiamenti dell’America profonda. In questa specie di “Nuovo Cinema Paradiso” ante-litteram l’età dell’innocenza e del candore sono raccontate con insolite variazioni sul tema, dall’elegia per un tempo che non c’è più (la morte di Sam, miticamente tenuta fuori dalla narrazione, e contemporaneamente del suo cinema, vero spartiacque della pellicola) alla divertita e spudorata audacia (per l’epoca) nel racconto delle prime trasgressioni sessuali. Rivedendolo oggi è possibile cogliere le tante ispirazioni che fornì al successivo cinema americano, specialmente nella rievocazione del passato. Grandi attori: se gli Oscar premiarono con merito da non protagonisti il Sam di Ben Johnson e la “desperate housewife” Cloris Leachman, topparono di brutto nell’ignorare l’incantevole Cybill Shepherd alla sua prima apparizione (farà in tempo ad apparire in “Taxi Driver” prima di eclissarsi per un decennio e rilanciarsi in tv). “L’ultimo spettacolo” in programmazione al cinema di Anarene è “Il fiume rosso” di Howard Hawks con John Wayne e James Stewart, western crepuscolare se ce n’è uno.

Voto: 7+

Trivia
(Ad eccezione dei titoli di coda, tutta la musica del film proviene da radio, juke-box o mangianastri)
(Prima di accettare di girare le scene di nudo, Cybill Shepherd chiese lumi alle altre tre attrici del film – Ellen Burstyn, Cloris Leachman e Eileen Brennan – che le consigliarono di acconsentire)