crimini-del-cuore
Tre sorelle, diversissime tra loro (la maggiore, zitella e totalmente dedita alla famiglia; la seconda, cantante di qualche successo con problemi di alcol; la più piccola, un po’ svitata, appena uscita di prigione per tentato uxoricidio) si riuniscono al capezzale del nonno moribondo; è l’occasione per riavvicinarsi.
Dalla pièce omonima del premio Pulitzer Beth Henley, qui anche sceneggiatrice. Tra i più illustri esempi di commedie drammatiche anni ’80 (un decennio che ne è stato zeppo, da “Voglia di tenerezza” in giù), e neanche dei peggiori; si fonda totalmente sulle grandi qualità delle sue tre formidabili interpreti Jessica Lange, Sissy Spacek e Diane Keaton (in ordine di bravura, ma tutte meritavano la nomination all’Oscar che spettò solo alla Spacek, nell’anno della straordinaria sordomuta Marlee Matlin di “Figli di un dio minore”). Nonostante i ruoli principali, non c’è nulla di cechoviano; è una furba mozione degli affetti che di quando in quando tocca le corde giuste e si rivolge con la spontaneità di un romanzo Harmony al pubblico femminile dandogli il benvenuto nel mondo degli “anta”. Il personaggio meglio scritto, l’avvizzita e nevrotica Lenny Magrath, è quello interpretato peggio; inspiegabile nomination agli Oscar da attrice non protagonista per Tess Harper presente sì e no in tre scene. Musiche di spessore del grande Georges Delerue.

Voto: 6,5

Trivia
(Jessica Lange era incinta durante le riprese)