lassassinio-di-un-allibratore-cinese
Al proprietario di un night-club di Los Angeles, oberato dagli strozzini, dei gangster propongono di estinguere il debito se lui gli farà fuori un boss della mafia cinese.
Perfettamente immerso nel dedalo di luci, rumori e sensazioni degli anni ’70, il primo gangster-movie di John Cassavetes (il secondo, successivo, è “Gloria – Una notte d’estate”) è quasi completamente improvvisato e, contrariamente alle regole del genere, utilizza la sceneggiatura solo come pretesto per fare da storia di sfondo a un’atmosfera. Involuto, ricco di ellissi come di giri a vuoto, è una svelta passeggiata notturna per le strade – non solo metaforiche – di L.A., che si conclude prima che il personaggio principale arrivi a destinazione; figurarsi, neanche la conosce. Del resto, se fosse davvero così alla lettera, Cassavetes se ne fregherebbe della strada e rimarrebbe per tutto il tempo a contemplazione del primo piano del memorabile Ben Gazzara, formidabile degnissima mezza tacca di mezza età orgogliosamente attaccato ai suoi sogni e alla sua vita magnificamente insulsa e insulsamente magnifica. Sincopato, a tratti affannato, fu distribuito in Italia in una versione di appena 85 minuti che non gli rese giustizia; un po’ meglio fa il dvd (del quale la versione circolante su Internet è copia fedele), che contiene anche le parti non doppiate all’epoca.

Voto: 6,5

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