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1955: Frank e April Wheeler, lui impiegato in una ditta di computer lei attrice fallita, si trasferiscono in una graziosa villetta al numero 115 di Revolutionary Road, New York. Ma vorrebbero di più.
Quarta regia di Sam Mendes, tratta dall’omonimo romanzo (1961) di Richard Yates, brillantemente adattato per il grande schermo dal giovane Justin Haythe. La Famiglia Normale che si crede Speciale, o vorrebbe diventarlo; tutte le nevrosi e le frustrazioni che derivano dal fallimento, in una coppia dalle dinamiche impressionantemente somiglianti a quelle dei nostri contemporanei Kevin Spacey e Annette Bening in “American Beauty” (senza tuttavia la verve surreal-grottesca che fece la fortuna di quel ménage, e di quel film). Con ogni probabilità, Mendes non diventerà mai un Maestro, ma è furbo abbastanza per poter tranquillamente sopravvivere a testa alta a Hollywood: dirige benissimo gli attori, ha fiuto nella scelta dei copioni e sa osare più della media intingendo la materia del suo narrare in una necessaria sgradevolezza che fa giustamente a cazzotti con la scintillante fotografia anni ’50 di Roger Deakins. Simbolicamente ambientato nel periodo storico in cui la classe wasp iniziò a implodere di contraddizioni e conobbe l’infelicità dopo aver realizzato il proprio ruolo nella crudele società dei consumi, costringe lo spettatore a prendere parte alla disputa – tutt’altro che ombelicale ma notevolmente attuale – e a schierarsi con uno dei due protagonisti. Il malessere è calibrato per annidarsi sotto pelle con improvvise esplosioni innescate dal “fool” Michael Shannon, secondo una strategia della tensione cara a Mendes; grandi prove d’attore, ispirate ai classici americani anni ’50 e ’60, per Leonardo Di Caprio e Kate Winslet; quest’ultima, premiata col Golden Globe quale miglior attrice drammatica, è stata inconcepibilmente esclusa dalla cinquina delle candidate all’Oscar. Ricostruzione d’epoca un po’ manierata ma corretta.

Voto: 7+

Trivia
(Prima collaborazione tra Sam Mendes e sua moglie Kate Winslet, e primo film dopo “Titanic” in cui Di Caprio e la Winslet recitano insieme; curiosamente, del cast fa parte anche Kathy Bates, anche lei nel film di Cameron)
(Nel girare la scena d’amore tra Di Caprio e Kate Winslet, Sam Mendes preferì seguirla su un monitor collocato in una stanza adiacente al set)