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Intrigo londinese per una banda di ladri di gioielli: uno di loro viene arrestato e nasconde la refurtiva in un posto segreto che gli altri cercano di scoprire intortando il suo irreprensibile avvocato difensore.
Thriller-farsa di gran classe, diretto da un veterano (77 anni) della regia televisiva, umilmente al servizio della buffoneria dissacrante degli altri fuoriclasse. Non tacendo della verve della sexy-ladra Jamie Lee Curtis all’altezza del papà Tony, sono due i veri punti vincenti di questa commedia: l’irrefrenabile Kevin Kline, con le sue formidabili invettive anti-inglesi che gli fruttarono un meritato Oscar come attore non protagonista, e lo straordinario ex-Monty Python John Cleese (anche sceneggiatore, e si vede), attore impareggiabile nel riprodurre l’impassibilità del tipo britannico medio (cfr. l’episodio finale di “Monty Python – Il senso della vita” in cui recita il ruolo del cameriere). Commedia tutt’altro che ovattata, anzi scatenata, “cattiva”, piena di mordente, all’altezza dei modelli americani anni ’50 e ’60. Anche due nominations agli Oscar per la regia e la sceneggiatura; nella versione originale Kevin Kline stuzzica le voglie di Jamie Lee Curtis parlandole in italiano e dicendole cose tipo “ossobuco milanese con piselli” e “melanzane” (video sotto).

Voto: 7

Trivia
(Archie Leach, il nome del personaggio di John Cleese, è il vero nome di Cary Grant)
(Il canto funebre intonato ai funerali dei cani recita: “Miserere Dominus, miserere Dominus, canis mortuus est”)
(L’attore Tom Georgeson interpreta il personaggio di George Thomason)
(In Danimarca il signor Ole Bentzen morì nel cinema mentre stava guardando questo film, ridendo fino a procurarsi un infarto davanti alla scena in cui Otto tortura Ken infilandogli delle patatine nel naso)

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