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Storia vera di Helen Keller, sorda e cieca dall’età di 19 mesi a causa di una meningite, e di come imparò a comunicare grazie alla sua istruttrice Annie Sullivan.
“Forse Dio non vuole che lei sia un essere normale” “Ma io lo voglio”. Storia di un assedio, perché “in amore e in guerra vale tutto”: come fu possibile che Helen Keller riuscì a spingersi oltre ogni auspicabile traguardo? Se il titolo originale (“The Miracle Worker”) allude al soprannaturale, non c’è altro che tenacia, amore, pazienza e dedizione alla causa nel capolavoro di Annie Sullivan, qui magnificato in una delle storie più belle mai raccontate al cinema (e a teatro, anche in Italia, con Anna Proclemer e l’undicenne Ottavia Piccolo). Arthur Penn, grande regista, immerge la storia in un’atmosfera oppressiva al limite del claustrofobico, in cui le diverse stanze si fanno prigione di cui è mostrata anche la terza dimensione per esaltarne la verità e il carattere forsennatamente fisico della relazione tra la maestra e l’allieva: a tal proposito sono memorabili gli otto minuti quasi muti attorno al tavolo della sala da pranzo, in cui Annie è costretta a regredire allo stato selvaggio per “raggiungere” Helen e far sì che ognuna entri nella mente dell’altra. Fotografato in un rigoroso bianco e nero, racchiuso in geometriche scenografie che operano allo stesso modo rappresentando lo spazio come un campo di battaglia, è un dramma teso fino allo spasimo; ma è una tensione virtuosa e volta al giusto, per raccontare la Passione di una donna grande come le opere (tra cui questo film) che l’hanno resa immortale. Formidabile Anne Bancroft alla più grande performance in carriera; la 16enne Patty Duke, adolescente normalissima, vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Non protagonista?

Voto: 7,5

Trivia
(Il ruolo della protagonista fu offerto anche a Ingrid Bergman, che rifiutò)
(Anne Bancroft non era presente alla cerimonia degli Oscar poiché era impegnata a teatro a New York, perciò fu Joan Crawford a ritirare la statuetta al suo posto)
(Nel 1979 Patty Duke interpretò il ruolo di Annie Sullivan in una riduzione televisiva della stessa opera)

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