Soffocare
Victor, trentenne sessuomane che non ha mai conosciuto suo padre, cerca di disintossicarsi evitando fugaci incontri con qualunque donna di genere femminile. Sua madre, intanto, sta morendo.
Dal romanzo di Chuck Palahniuk; vedere anche alla voce “non vuol dire che se un adattamento dal romanzo di uno scrittore è venuto bene, anche gli altri saranno all’altezza”. Il fightclubbismo di cui è ammantato questo film, opera prima del 46enne Clark Gregg (attore di buon calibro – in questo film si ritaglia la parte del finto colone che parla forbito – e anche sceneggiatore saltuario; gli appartiene il copione de “Le verità nascoste”), occupa militarmente tutta la pellicola, a partire dalla voce/off per continuare con gli occhieggiamenti durante le sedute di terapia (con i suoi pazienti strambi). Importante differenza: se l’opera fincheriana rispecchiava il senso e la volontà del libro calandosi in un’atmosfera cupa con punte di humour lividamente nero, qui tutto è edulcorato, addolcito, smorzato in funzione dei classici clichés da acida commedia indipendente. Forse un’occasione sprecata, che si limita a graffiare solo in episodi isolati e avulsi dal contesto generale. Sempre notevole Anjelica Huston; Rockwell spaesato; cammeo di Joel Grey, mitico maestro di cerimonie di “Cabaret” (per il quale vinse anche un Oscar), che qui recita la parte del vecchio erotomane.

Voto: 5,5

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