Atto di forza

2084: l’operaio edile Douglas Quaid ha un sogno ricorrente, andare su Marte in compagnia di una misteriosa donna dai capelli neri. Per realizzarlo si rivolge alla Rekall, una compagnia specializzata in viaggi mentali che sembrano veri. Ma…
Dal racconto breve “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick. Fin qui tenuto a debita distanza dalle pagine di questo blog, Paul Verhoeven vi ci approda con un discreto sci-fi movie che non ha il fiato per diventare davvero interessante. Se lo spunto di partenza – notevolissimo come sempre, appartenendo a Philip K. Dick – consente al film di veleggiare con sicurezza per la prima mezz’ora, il problema è tutto il resto: un racconto gonfiato con estrogeni la cui appartenenza è divisa a metà tra la poetica patinata, machista e fracassona di Verhoeven e gli steroidi ingeriti a suo tempo dal buon Schwarzy. L’inquietudine dell’impossibilità di discernere tra sogno e realtà serpeggia di continuo fino alla fine, ma il più delle volte è puro pretesto per il vacuo body building cinematografico del regista olandese, principe dell’esposizione fine a se stessa e dell’accumulo alla sanfason. Accontentiamoci delle piccole cose: l’inseguimento a raggi X e le bizzarrie del bordello di Venusville. In alcune interviste, Verhoeven ha suggerito che la dissolvenza finale in bianco starebbe a significare la lobotomia.

Voto: 6=

Trivia
(Molti altri registi erano interessati al racconto di Dick, tra cui David Cronenberg che aveva anche abbozzato una sceneggiatura)
(Sul grafico mostrato a Quaid dalla Rekall, emerge che viaggiare su missili e navicelle spaziali è diventato molto più pericoloso col passare del tempo)
(Nel racconto originario il protagonista si chiama Douglas Quail. Fu cambiato in Quaid per evitare pericolose omonimie col vice-presidente USA Dan Quayle)
(Il fatto che il film sia ambientato nel 2084 non viene riferito dal film ma dalla copertina della VHS)
(Per il ruolo principale si pensò anche a Christopher Reeve, Jeff Bridges, Matthew Broderick e Richard Dreyfuss)

2084: l’operaio edile Douglas Quaid ha un sogno ricorrente, andare su Marte in compagnia di una misteriosa donna dai capelli neri. Per realizzarlo si rivolge alla Rekall, una compagnia specializzata in viaggi mentali che sembrano veri. Ma…
Dal racconto breve “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick. Fin qui tenuto a debita distanza dalle pagine di questo blog, Paul Verhoeven vi ci approda con un discreto sci-fi movie che non ha il fiato per diventare davvero interessante. Se lo spunto di partenza – notevolissimo come sempre, appartenendo a Philip K. Dick – consente al film di veleggiare con sicurezza per la prima mezz’ora, il problema è tutto il resto: un racconto gonfiato con estrogeni la cui appartenenza è divisa a metà tra la poetica patinata, machista e fracassona di Verhoeven e gli steroidi ingeriti a suo tempo dal buon Schwarzy. L’inquietudine dell’impossibilità di discernere tra sogno e realtà serpeggia di continuo fino alla fine, ma il più delle volte è puro pretesto per il vacuo body building cinematografico del regista olandese, principe dell’esposizione fine a se stessa e dell’accumulo alla sanfason. Accontentiamoci delle piccole cose: l’inseguimento a raggi X e le bizzarrie del bordello di Venusville. In alcune interviste, Verhoeven ha suggerito che la dissolvenza finale in bianco starebbe a significare la lobotomia.
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