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Torino: Sonia, cameriera slovena, incontra ad uno speed-date Guido, responsabile della sorveglianza di una villa fuori città; si piacciono e lui invita lei nella villa in assenza dei padroni di casa.
Esordio alla regia del 41enne Giuseppe Capotondi, regista pubblicitario e di video-clip (per Ligabue, Skunk Anansie, Natalie Imbruglia, Keane…) che sceglie di misurare le proprie ambizioni con un originale giallo-noir di vaga ispirazione hitchcockiana e snodi narrativi alquanto risaputi, che però ci mette stile, coraggio e un senso del cinema ben poco italiota, vedasi il buon finale e la precedenza che l’immagine ha sulla parola nella costruzione dell’intreccio, che ha il merito di seguire dall’inizio alla fine una sola, singola storia senza dipanarsi in quelle mini-digressioni da allungamento del brodo tanto care al cinema nostrano. Certo, rimane un filmetto incastrato nei meccanismi strangolatori del nostro sistema: dunque costanti compromessi tra le velleità artistiche (per così dire) e i doveri del botteghino, che impongono ad esempio la ricomparsa in scena del protagonista Filippo Timi dando facili risposte alle domande sui possibili sviluppi della storia. Soliti impasti sonori di Pasquale Catalano, sempre calzanti. Mezzo voto in più d’incoraggiamento.

Voto: 7=

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