Nell’avveniristica Monstropolis l’energia per far andare avanti la città si ottiene catturando le urla di spavento dei bambini; il compito di terrorizzarli spetta alla Monsters Inc., un’azienda in diretto contatto con le camere da letto di tutti i bambini del pianeta.
Dopo “Up”, il miglior film mai sfornato dalla Disney Pixar è una frenetica sarabanda di colori, rumori e invenzioni narrative da avercene a sufficienza per dieci lungometraggi recitati da attori in carne e ossa. Al di là della trama in sé e della moraletta della favola (l’accettazione del diverso senza nascondersi dietro un rifiuto aprioristico della novità), conta soprattutto per la verve a trecento all’ora che innaffia ogni scena, ogni fotogramma, assolutamente compresi gli irresistibili titoli di coda di cui è giusto non riferire alcunché (li trovate qua sotto, ma non guardate il video se non avete ancora visto il film). Anche a distanza di ormai nove anni (un secolo nel mondo dei cartoni animati), rimane un’opera freschissima, un caposaldo nella storia di un’industria rivitalizzata dalla partnership con la Pixar dopo un apparente declino che a fine anni ’90 sembrava inarrestabile. Come tutti i grandi cartoons dell’ultimo decennio, si presta a una doppia lettura a seconda dell’età media dei due tipi di pubblico: quello adulto potrà divertirsi a cogliere anche le citazioni più colte (da Fritz Lang a Magritte) e apprezzare l’ironia snob metatestuale (il bambino che alla fine rimane impassibile ai giochi di parole di Mike per ridere di cuore a un suo rutto è una metafora abbastanza eloquente). Le voci dei doppiatori originali sono di John Goodman (Sulley), Billy Crystal (Mike), Steve Buscemi (Randall) e James Coburn (Waternoose). Nella versione italiana Sulley viene doppiato da Tonino Accolla, mentre tra i personaggi minori Loretta Goggi ha dato la voce all’arcigna Roz.

Voto: 8-

Trivia
(La frase dello Yeti “Bimbi belli, bimbi brutti, bimbi che fanno i rutti” in originale è “Tough kids, sissy kids, kids who climb on rocks”, il claim di un vecchio spot di una catena di hot dog)
(Nel pre-finale, tra i giocattoli offerti a Sulley dalla bambina compare anche il peluche del pesciolino Nemo, protagonista di un film Pixar di due anni più tardi)
(Ci volevano circa 12 ore per renderizzare ogni singolo fotogramma in cui era presente Sulley, a causa dei suoi oltre 2,3 milioni di peli, ognuno animato singolarmente)

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