Una baldanzosa 14enne si mette alla caccia dell’assassino di suo padre, scampato alla legge e per nulla braccato dall’autorità. Per acciuffarlo assolda a un vecchio e burbero sceriffo appassionato di whisky.Secondo remake dichiarato dei fratelli Joel e Ethan Coen dopo il poco riuscito “Ladykillers” (2004). L’oggetto del ripescaggio è qui “True Grit” (1969), maldestramente tradotto in “Il grinta” ai tempi, non indimenticabile western che fruttò l’unico Oscar in carriera a John Wayne. Il risultato è in linea con le attese e segna una nuova tacca nel carniere dei Coen “commerciali”, interessati al soldo e non al risultato, per potersi mantenere i veri divertimenti della loro professione. Non è in discussione la perizia registica dei fratelli, nè il continuo gioco di rimandi e citazioni che manderà in sollucchero qualsiasi cinefilo, ma dov’è il senso di quest’operazione di recupero fuori tempo massimo di un genere dichiaratamente morto e sepolto (alle esequie avevano partecipato, forse inconsapevolmente, gli stessi Coen in “Non è un paese per vecchi”)? Tutto è irrimediabilmente di maniera, dalla recitazione di Jeff Bridges ai classici upgrade coeniani nei dialoghi e nel tratteggio dei personaggi. Agli atti rimane una bella avventura, una storia a tratti avvincente, uno sprazzo di cinema ormai passato, ma senza molta convinzione in ciò a cui si sta assistendo. Pure, sono piovute le nominations (ma senza Oscar) e gli attestati di stima della critica, molto simili a un atto dovuto. Sarà che gli ultimi abbaglianti Coen hanno superato una soglia oltre la quale è impossibile tornare, ma dei remake a strettissimo uso e consumo non sappiamo granché che farcene. Hailee Seinfeld rivaluta il personaggio femminile (decisamente in secondo piano nell’originale, dove spadroneggiava incontrastato John Wayne) e passa la vernice della modernità sulla polverosa impalcatura originale: un po’ pochino. Può scapparci la lacrimuccia nel finale, quando risuonano le sempiterne note di “Leaning on the Everlasting Arms”,, la canzone che cantava il malvagio Robert Mitchum a cavallo ne “La morte corre sul fiume”.

Voto: 6

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