Florence e Julien, amanti, pianificano l’omicidio del ricco marito di lei (e capo di lui), inscenando un finto suicidio. Tutto va per il meglio, quando Julien, per lasciare l’edificio dopo il delitto, decide di prendere l’ascensore.
Da un romanzo di Noel Calef. Opera prima del francese Louis Malle, appena 25enne al momento della realizzazione. Film di culto e di importanza capitale nella storia del cinema francese, pioniere della Nouvelle Vague che esploderà di lì a pochi mesi. Al netto dell’ingenua vis trasgressiva e della naiveté da giovane ribelle (i personaggi ripresi di nuca, i soliloqui pomposamente melodrammatici di Florence), è un gran bel noir narrativamente e moralmente impeccabile, indiscutibile anche nel ruolo da protagonista lasciato al Caso. Getta molti semi che cresceranno bene negli anni seguenti, come quello della riflessione sul potere dell’immagine e sulla sua supremazia rispetto alla parola (laddove non arrivano gli interrogatori, riesce un pugno di fotografie). Musiche jazz di Miles Davis di cui Malle decide intelligentemente di non abusare, preferendo il silenzio nelle scene cruciali dal punto di vista dell’intreccio e scegliendole solo per i momenti più intimi e “caldi” (la camminata notturna di Jeanne Moreau per le strade di Parigi).

Voto: 7+

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