Assunta per accudire due bambini orfani di 8 e 9 anni in un’enorme villa fuori Londra, una premurosa governante dalla fervida immaginazione viene ossessionata dalle apparizioni di un uomo e una donna che avevano vissuto in passato in quella casa e vi erano poi morti in circostanze misteriose.
“The Innocents” (meglio dell’incongruo titolo italiano “Suspense”) è la più nota e riuscita trasposizione cinematografica del famoso romanzo breve di Henry James “Giro di vite”, benché quest’ultimo abbia lasciato moltissime tracce nel fertilissimo filone dell’horror soprannaturale vivo e vispo ancora oggi (da “The Others” in giù). Film imperfetto ma conturbante, che trasferisce felicemente le atmosfere da horror gotico del testo originale, impreziosendole con un taglio espressionistico che rimanda inconsciamente al capolavoro “La morte corre sul fiume” di Charles Laughton, risalente a qualche anno prima. Qualche collaborazione illustre (Truman Capote è co-sceneggiatore) per quella che è l’opera di maggior risalto di Jack Clayton, onesto regista britannico che riesce a trasmettere sincera inquietudine negli ultimi venti minuti, nonostante il tessuto narrativo risulti a tratti un po’ sfilacciato. Deborah Kerr, comunque, mette più di una pezza, rendendo bene in scena l’ambiguità della Miss Giddens del libro. Tra le altre cose, suggerisce che poche cose in natura possono essere più cattive e crudeli di un bambino.

Voto: 7-