Con l’aiuto di un mite ragioniere, uno spiantato produttore teatrale progetta di mettere su un musical destinato a sicuro fiasco, per poter scappare in Brasile coi soldi dei finanziamenti. Il soggetto prescelto si chiama “Primavera per Hitler”, apologia del Terzo Reich a cura di uno psicopatico nazista rifugiatosi a New York.
Esordio al cinema di Mel Brooks, all’epoca 42enne cabarettista di successo e autore di molti show televisivi. Un classico del genere comico-musicale, tanto da essere stata riproposta nel 2001 a Broadway dallo stesso Brooks, con Matthew Broderick e Nathan Lane nei due ruoli protagonisti. Ritmo altissimo dall’inizio alla fine, seppure con alcune gag dilatate oltre il dovuto e un piede a volte pesante sul pedale del demenziale. Ma la sostanza c’è tutta, e l’idea folle e geniale di partenza, neanche troppo estranea alla mentalità dei produttori teatrali, fruttò un meritato Oscar alla sceneggiatura originale. Scene memorabili: l’entrata in scena della segretaria Ulla (Lee Meredith), i provini per il ruolo del Fuhrer e il numero musicale “Springtime for Hitler”. Fu l’inizio del fruttuoso sodalizio tra Brooks e il grande Gene Wilder, una collaborazione che raggiungerà il suo apice con “Frankenstein Junior”.

Voto: 7

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