Il Giappone si arrende e New York festeggia la fine della seconda guerra mondiale. Il sassofonista Jimmy incontra la cantante Francine in un locale e le fa una corte spietata, finché i due iniziano a fare coppia fissa anche sul palco.
L’unica scorribanda di Martin Scorsese nel musical è stata anche uno dei suoi film di minor successo al botteghino, nonostante due star già affermate come Robert De Niro (che imparò appositamente a suonare il sax) e Liza Minnelli, già baciata qualche anno prima dal successo di “Cabaret”. Film molto rigoroso dal punto di vista filologico, a partire dai costumi curatissimi e dalla colonna sonora jazz lussureggiante, una vera manna per gli appassionati (che nella versione rimasterizzata possono apprezzare anche un lungo inserto in puro stile musical anni ’50 dal titolo “Happy Endings”, come il film interpretato al cinema dal personaggio della Minelli: venti minuti circa piuttosto ostici da digerire per i profani). Per omaggiare le slapstick comedy anni ’40, Scorsese dilata anche i tempi comici delle gag, con un De Niro straripante anche fisicamente nello strapazzare la buffa e peperina Minnelli. Il film può suonare come incompiuto e diseguale, ma ha momenti di grazia, forza e spettacolo indiscutibili, come l’esecuzione di “The Man I Love” di Gershwin a cura della protagonista. Non tutti sanno che l’omonima e proverbiale canzone che dà il titolo al film non è poi così vecchia, essendo stata composta per l’occasione da Fred Ebb e John Kander e portata al successo negli anni ’80 anche da Frank Sinatra, che ne incise una memorabile versione. Potrete essere in disaccordo anche totale con questa recensione, ma per nulla al mondo si può interrompere la visione di questo film prima che Liza Minnelli la canti vestita di rosso.

Voto: 7+

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