Tom e Gerri (sic), lui geologo lei psicologa, trascorrono quattro stagioni ospitando spesso nella loro villetta alla periferia di Londra amici e parenti, di cui ascoltano, senza battere ciglio, tutti i problemi.
Teatrale, prolisso e acutissimo, è l’ultimo grande film del vecchio Mike Leigh, che a quasi settant’anni suonati si conferma regista di sensibilità pressoché sconosciuta alle nuove leve, britanniche e non. Opera mestissima, ancora più dolente perché una lancinante malinconia si nasconde sotto la scorza perbenista e conformista di una continua attività di consolazione e sotterranea commiserazione perpetrata dai due protagonisti, Tom (un bravissimo Jim Broadbent) e Gerry (Ruth Sheen), che sono i motori dell’intera vicenda. Si tratta di due personaggi ambigui e ogni spettatore avrà su di loro un’opinione diversa. A noi ci sono sembrati spregevoli, a volte addirittura moralmente ripugnanti nel loro recitare con calma serafica un copione ormai mandato a memoria, che non prevede mai litigi, scatti d’ira o semplici incomprensioni; la loro filantropia è tutt’altro che disinteressata, anzi essi si fortificano nutrendosi delle tristezze, dei malumori e delle disgrazie delle persone che attirano e di cui si circondano. Da amici perfetti, di quelli che – come recitano i vecchi proverbi – “ascoltano ma non giudicano”, si trasformano così in mostri d’ipocrisia cui importa solo della loro felicità. La chiave di volta del film e il suo valore stanno nel non cedere mai il passo al didascalismo e nel non svelare mai le carte fino al finale, uno dei più tristi che si siano visti ultimamente in un film, di sicuro coerente con la sempre ruvida poetica di Mike Leigh. Regia invisibile ma equilibratissima, vero occhio clinico che illustra una storia senza mai prendere posizione. Ricorda il vecchio “Segreti e bugie” (1996), con cui condivide l’ambientazione domestica e la raffigurazione del focolare come luogo in cui sotto la cenere covano, sopiti ma non domati, rancore e risentimento. Merita una citazione anche l’ottima co-protagonista Lesley Manville.

Voto: 7,5

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