Un dubliner cantante di strada incontra per caso una ragazza madre di origini ceche, che sa suonare il piano e ha il dono del bel canto. Come andrà a finire?
Esordio alla regia del 34enne irlandese John Carney, datato 2006 ma uscito in Italia solo a maggio del 2008, diventato un piccolo cult e gratificato anche da riconoscimenti di prestigio (su tutti l’Oscar come miglior canzone per la melodica hit “Falling slowly”). Pellicola piccola e sincera, tanto lieve da correre il rischio di essere inconsistente, ma che invece sa sfuggire con soavità al finale smielato che l’avrebbe fatta crollare come un castello di carte e sa concludersi in modo commovente ma non ruffiano. “Once” ha tutti i requisiti e le carte in regola per diventare “il film del cuore” di molte persone, per quanto abbia vedute e orizzonti ristretti nella messa in scena (una fotografia digitale sporca e non molto elegante) e nella scrittura; ma si sa, ognuno rimane colpito al cuore da qualcosa (un film, un libro, una persona) pur avendone ben presenti i difetti e le limitazioni. Va da sé che la parte del leone spetti alle canzoni pop, tutte composte dal protagonista Glen Hansard, di buon valore e sicura presa emotiva. Una bella sequenza iniziale e una Dublino di tutto rispetto.

Voto: 7

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