In un paesino dell’Ohio, mentre stanno girando un cortometraggio horror, sei ragazzini si ritrovano testimoni di un catastrofico incidente ferroviario. Che nasconde ovviamente segreti ben più importanti…
Il secondo film di J.J. Abrams, già creatore di “Lost” e al debutto tre anni fa con l’ottimo “Cloverfield”, esce sotto l’ala protettiva del produttore Steven Spielberg: un’accoppiata dal quale era lecito aspettarsi scintille. Invece “Super-8” toglie molto e nulla aggiunge al filone delle fiabe-fantasy da cui attinge (per non scrivere plagia) a piene mani, tanto che il copione sembra scritto da Spielberg stesso in un pomeriggio estivo di sbadigli. Tra “E.T.” e “Incontri ravvicinati del terzo tipo” è la fiera del déjà-vu e della noia, dopo un prologo vivace e accattivante in puro stile Goonies che cede presto il passo alla solita chiassosa sarabanda di esplosioni ed effetti audio-visivi. Niente di che, insomma, per un film irrilevante che vorrebbe proporsi finalità di revival narrativo e stilistico ma vivacchia in una sufficienza senza uscita. Oltre a essere frettoloso e abborracciato, il finale è sinceramente imbarazzante, e insomma alla fine della fiera la cosa migliore è lo spassoso corto “The Case” che si può ammirare sui titoli di coda.

Voto: 5+

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