Dopo anni Rebecca, annunciatrice televisiva, rivede sua madre Becky, cantante e vecchia fiamma del genero Manuel, marito di Rebecca e proprietario della catena televisiva in cui lavora sua moglie. Un giorno Manuel viene trovato morto…
Ogni film di Pedro Almodòvar corre a centocinquanta all’ora su un filo sottilissimo che separa il genio e il sublime dal ridicolo e dal greve; burroni in cui (è questa la miglior qualità del regista spagnolo) non è mai scivolato in carriera, salvo rarissime eccezioni. Non è certo il caso di questo film, tra gli esempi più classici di quella mistura tra comico e melodramma che da sempre lo identifica; ma ogni tanto, tra gag improbabili, numeri musicali impagabili (l’entrata in scena di Miguel Bosé) e scene come sempre travolgenti di passione e desiderio, “Tacchi a spillo” mostra la corda per la necessità, svolta con sempre maggior sforzo, di dover essere sempre e comunque surreale, grottesco, almodovariano. E’ un obbligo da cui Almodovar saprà smarcarsi meravigliosamente in futuro, ma qui i suoi eccessi suonano forzati, meccanici, insinceri. E va bene che può essere divertente l’inverosimiglianza di un Miguel Bosé che passa dai panni di drag queen a quelli di giudice, ma a tutto c’è un limite.

Voto: 5,5

Trivia
(Il vestito rosa Chanel indossato da Rebecca (Victoria Abril) è lo stesso che indosserà otto anni dopo Antonia Sanjuan (Agrado) in “Tutto su mia madre”)
(Il titolo originale (“Tacones lejanos”) significa letteralmente “tacchi lontani” e si riferisce al rumore che fa rievocare l’infanzia a Becky e Rebecca)