Una coppia di ricchi newyorkesi fa visita ai due genitori del ragazzo che il loro figlio ha appena picchiato con un bastone.
Sembra di vederlo Roman Polanski, nei suoi pomeriggi svizzeri tutti uguali, cui non può sfuggire a causa delle sue note, tristissime vicende giudiziarie; sembra di vederlo che scrive e forse anche dirige “Carnage”, che sembra proprio un divertissement per combattere la troppa noia. E’ un Polanski divertito e persino divertente, che prova un gran gusto nel fare da burattinaio a star planetarie e costringerle agli urlacci, al turpiloquio, al vomito (scena destinata al cult imperituro, affinché sia finalmente chiaro a tutti che straordinario pezzo di attrice sia Kate Winslet). Non c’è nulla di innovativo né di troppo rivoluzionario in questo scientifico gioco al massacro che ha illustri predecessori nella storia del teatro-cinema, rispettando rigorosamente le unità di luogo, tempo e azione come già succedeva, per esempio, in “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, alcolica discesa agli inferi dei coniugi Liz Taylor e Richard Burton che rappresentò l’esordio al cinema di Mike Nichols nel 1966. Dalla pièce della francese Yasmina Reza, Polanski trae però un film impeccabile nella forma, pungente nei dialoghi, convincente nella direzione degli attori e infallibile nel ritmo: a parte un minimo di italica perplessità avendo pagato per intero il biglietto del cinema per vedere un film che dura appena 75 minuti, basta e avanza per rimanere soddisfatti. I temi universali dell’infelicità e del male di vivere declinati nell’epoca delle case farmaceutiche, degli smartphone e delle missioni umanitarie: nessuno è innocente e non è certo un caso che sia Polanski a volercelo ricordare. Impossibile sottrarsi alla sfida incrociata tra i quattro ottimi protagonisti: per noi vince a sorpresa Christoph Waltz, che si spoglia dei panni del colonnello Hans Landa per calarsi con agio e naturalezza nel ruolo di un flemmatico e irresistibile figlio di puttana.

Voto: 7

(Cammeo di Roman Polanski nella parte del vicino che apre la porta per dare un’occhiata a cosa sta succedendo nel pianerottolo)