Divorziato e attanagliato dai debiti, Larry Crowne – mite commesso di un grande magazzino – viene licenziato senza preavviso a causa della sua scarsa istruzione che non gli consente avanzamenti di carriera. Larry non si perde d’animo, s’iscrive subito all’università e inizia a frequentare il corso della professoressa Mercedes Tainot, bella e infelice, con un matrimonio in via di disfacimento. Vuoi vedere che…?
Ritorno alla regia di Tom Hanks a quindici anni dal precedente “Music Graffiti”, semi-musical datato 1996: qui il buon vecchio Tom si è avvalso della collaborazione alla sceneggiatura di Nia Vardalos, ex meteora della commedia brillante con l’effimero successone “Il mio grosso grasso matrimonio greco”. Risultato mediamente onesto, con ampio utilizzo di grammatiche da tv-movie e un tono generale che si rifà alle commedie di Nora Ephron che negli anni ’90 (“Insonnia d’amore” e “C’è posta per te”) diedero nuovo lustro alla carriera brillante del doppio premio Oscar (1993-1994, ultimo a vincere la statuetta per due anni di fila). Sarebbe fin troppo facile scrivere “l’amore ai tempi della crisi”, ma in realtà di agganci alla realtà sociale degli ultimi tempi ce ne sono pochini, ed è anche giusto così visto il carattere spiccatamente leggero di “Larry Crowne” (il titolo italiano, “L’amore all’improvviso”, è l’unica cosa drammatica della pellicola), che si risolve in un dignitoso elogio della mezza età e nella dichiarazione d’intenti, molto americana, a non arrendersi allo scorrere delle lancette. Trapela qua e là un po’ di malinconia davanti ai primi piani dei due divi, impietoso segno del tempo che passa: Tom Hanks comincia più improsciuttito del solito ma poi ritrova verve e carisma e non dispiace neanche Julia Roberts, nonostante si avverta l’avanzare dell’età. Il problema, semmai, è nel manico: il copione è innocuo e prevedibile come il percorso del 30 barrato, ma allo stesso modo giunge tranquillamente a destinazione. I fan di Breaking Bad ritroveranno il loro eroe Bryan Cranston nei panni del disastroso marito di Julia Roberts; i più cinefili rivedranno invece con piacere Pam Grier, già eroina tarantiniana in “Jackie Brown”. Sufficienza (molto) stiracchiata.

Voto: 6=