Austin, 1971: due freschi neo-diplomati (uno dei quali prossimo alle nozze) ricevono la temuta lettera di chiamata alle armi e partono con altri tre amici verso il confine con il Messico, sognando la fuga dal matrimonio, dal Vietnam e dalle responsabilità.
Primo film di Kevin Reynolds, all’epoca 33enne, e primo grande successo del suo sodale Kevin Costner: i due rimarranno in auge a Hollywood per un decennio abbondante, rinnovando con successo la loro collaborazione nel blockbuster “Robin Hood – Il principe dei ladri” (1991), prima di veder inabissare le rispettive carriere col mega-flop “Waterworld” (1995). Nel classico filone hollywoodiano delle “operazioni-nostalgia”, è uno degli esempi più vivaci: avventura picaresca con lo spettro del Vietnam costantemente sullo sfondo, indulge poco alla retorica e alla critica sociale ma, con spirito tipicamente anni ’80, spinge allegramente sul pedale del divertimento e del cazzeggio. Lo sottolinea la bella colonna sonora d’epoca, con “Saturday Night’s Alright (For Fighting)” di Elton John in prima fila a fare da commento agli scatenati titoli di testa. Facce fresche, fotografia torrida, splendidi paesaggi. Il lungo episodio della scalcagnata Pecos Parachute School, l’improbabile accademia di paracadutismo che sorge in mezzo al deserto del Texas, vale da solo tutto il film. Nessuno tra gli altri co-protagonisti ha avuto una carriera granché memorabile; Suzy Amis (Debbie, la promessa sposa di Kenneth) è dal 2000 la moglie di James Cameron.

Voto: 7-