Finito di colpo sull’orlo della vedovanza, un mite avvocato si vede costretto a badare alle sue due figlie – oltre che a sé stesso. Farà i conti con inattesi segreti sulla sua consorte e si scoprirà meno grigio di quel che credeva.
Quinto film di Alexander Payne che torna alla regia dopo una pausa di sette anni, riproponendo il suo genere prediletto (la commedia malinconica), trattato con il consueto tocco lieve, felpato e così poco tipicamente americano. “Paradiso amaro” (ma molto meglio il titolo originale “The Descendants”) è anzitutto un’opera d’altri tempi nell’invitare e incoraggiare la riflessione senza ricorrere a scorciatoie. L’uomo qualunque George Clooney (che potenzialmente è ognuno di noi) diventa grande senza beaux gestes, senza strepiti o scene madri, dacché assumersi delle responsabilità non ha mai avuto nulla di eroico, ma è una fase obbligata e assai gradita per tutti gli uomini che aspirano a definirsi tali. Normalmente, muore persino della gente; e la carta vincente del film è proprio questa ostentata, magnifica normalità. Il tema del passaggio all’età adulta si accompagna a discettazioni sul nostro “posto nel mondo”, per esempio in rapporto alla natura che ci circonda e agli obblighi verso le future generazioni: sono le parti meno convincenti, poichè interrompono il rovello interiore del personaggio di Clooney (che, ripetiamo, siamo tutti noi) per mostrarcelo improvvisamente risoluto e decisionista (vedi la telefonatissima scena della “mancata firma”).
Come nel precedente “Sideways” (il suo miglior film), Payne evita con finezza le banalizzazioni e gli stereotipi del genere e per cento minuti fa l’equilibrista sul filo sottile tra dramma e commedia, spesso annullandone la differenza (tanto che in alcuni momenti è anche difficile cogliere la distanza tra comico e tragico). Più bravo come regista che come scrittore, il suo cinema è una questione di tempi e di sguardi, di punti di ripresa, di montaggio invisibile ma decisivo. George Clooney perfettamente intonato. Com’è bella l’ultima inquadratura.

Voto: 7