Donna in carriera, 37 anni, sola e infelice, Mavis Gary fa i bagagli e lascia Minneapolis per tornare a Mercury, il paesello della sua adolescenza da bella e invidiata reginetta del liceo. Il capriccioso obiettivo è riconquistare la vecchia fiamma Buddy, nel frattempo sposato con prole.
“25 years and my life is still/trying to get up that great big hill of hope/for a destination”. Quarta commedia dell’ottimo Jason Reitman, a due anni dalla precedente “Tra le nuvole”; la seconda con Diablo Cody come sceneggiatrice, dopo il successo di “Juno”. Dopo aver messo al centro della scena tre personaggi quantomeno insoliti (un lobbista per una multinazionale del tabacco, un’adolescente incinta, il “tagliatore di teste” di una grande azienda) nei precedenti lavori, Reitman batte per la prima volta la strada della verosimiglianza e dell’immedesimazione. Ne esce il suo film più aspro e drammatico, che non mancherà di infliggere più di un colpo basso al pubblico (non necessariamente solo femminile); il ritmo è molto più lento e posato che in passato, adeguandosi al tran-tran dignitosamente squallido (o squallidamente dignitoso?) della profonda provincia del Minnesota. Charlize Theron si conferma attrice il cui valore è quasi all’altezza del fascino. Il copione è a volte prevedibile e telefonato e si snoda attraverso passaggi obbligati che lo spettatore medio anticipa quasi automaticamente, abituato da anni e anni di variazioni sul tema; ma le rappresentazioni dell’infelicità e della disperazione quotidiana – spesso inconsapevole e perciò ancora più traumatica al momento di salire a galla – vanno pienamente a segno e, ancora più importante e meritorio, sono totalmente immerse nel contemporaneo, in questo 2012 in cui “le panchine sono piene di gente che sta male” (il maestro Battiato ci perdoni la citazione indebita). Mavis Gary, alle prese con un malessere di cui giustamente non ci vengono forniti alibi nè pretestuose motivazioni (anche la storia dell’aborto, chissà se è poi vera), non farà nulla per risultare simpatica o compassionevole nè pronuncerà battute memorabili da re-tweet compulsivo; ma nel frattempo il suo è un tarlo che scaverà sotto traccia, diventando una specie di post-it sull’animo di molti di voi che state leggendo e anche un po’ di chi sta scrivendo.

Voto: 7