Tra New York, Venezia e Parigi, le peripezie sentimentali di una ricca famiglia della Grande Mela.
L’omaggio di Woody Allen ai grandi musical americani anni ’40 e ’50 si risolve in una summa della sua poetica in chiave musical: le diatribe politiche, New York primavera-estate-autunno-inverno, i personaggi in analisi, le battute fulminanti, quel classico clima surreale in cui il regista sguazza come una rana nello stagno divertendosi un mondo. Uno tra i film più felici e spensierati nell’intera produzione alleniana, in cui l’organizzazione dei numeri musicali – alcuni riusciti (“My baby just cares for me” canticchiata da Edward Norton in gioielleria), altri meno – non prende pigramente il sopravvento sulla narrazione ma anzi la stimola e la ravviva di un brio contagioso che si riflette nelle performances degli attori, tutti perfetti. Il risultato è un melodico e armonico inno all’amore in cui Woody Allen si concede letteralmente qualsiasi libertà, compreso baciare Julia Roberts e far volteggiare Goldie Hawn in riva alla Senna. Cast come sempre sontuoso, in cui spiccano in ruoli minori l’ex galeotto Tim Roth e la brillante Natasha Lyonne.

Voto: 7+