A Las Vegas, un giocatore spiantato sogna il colpo della vita: partecipare e possibilmente vincere le World Series di poker.
Nel non vastissimo filone di pellicole legate alle carte e al poker, che secondo gli appassionati è capeggiato dal dimenticabile “Il giocatore” (John Dahl, 1998), merita un posto tra le prime file questo film piccolo e sobrio a firma Curtis Hanson, tra i mestieranti più solidi che siano passati da Hollywood negli ultimi decenni. Un cast di buon livello (con l’inossidabile Robert Duvall a dar lezione al marmoreo Eric Bana; breve comparsata di Robert Downey Jr.) si cimenta nella storia un po’ risaputa del gioco che è metafora della vita; ma la sceneggiatura di Eric Roth sa tenersi ben distante dalle banalità e cliché assortiti sul mondo del poker e rende la pellicola godibile e avvincente, nonostante manchi in generale di un po’ di mordente e incisività specialmente nella parte finale. Gli appassionati apprezzeranno la totale assenza di quelle classiche mani spettacolari e impossibili che infestano i film di genere: il massimo eccesso che si concede il copione è una scala colore per Robert Duvall. Cammei a profusione di molti importanti pokeristi statunitensi; nella scena del Main Event, lo speaker e il giornalista che fa le interviste sono stati doppiati in modo nefasto dai nostrani Fabio Caressa e Stefano De Grandis.

Voto: 6,5