Per sbarcare il lunario, un aspirante scrittore si fa assumere come croupier da un casinò di Londra e inizia a condurre, quasi inconsapevolmente, una doppia vita.
Il solido britannico Mike Hodges vanta una produzione cinematografica abbastanza schizofrenica, con punte come “Get Carter” con Michael Caine e molti altri lavori ben più mediocri. Questo “Croupier” (incomprensibilmente tradotto con “Il colpo” in Italia) galleggia tra le due categorie: neo-noir che gioca con tutti i luoghi comuni del genere e si avvita proprio sul più bello in una lunga serie di evitabili colpi di scena, è interessante soprattutto per il ruolo principale interpretato da Clive Owen, all’epoca praticamente sconosciuto. La sua prestazione – piuttosto marmorea – non è indimenticabile ma rende tutto sommato discretamente l’impenetrabilità del croupier, figura enigmatica per definizione che pochissimi film hanno omaggiato come meriterebbe. La verve della regia non è purtroppo supportata da una sceneggiatura all’altezza. In Italia uscì direttamente in DVD addirittura dieci anni dopo, sulla scia del successo di Owen in “Inside Man” di Spike Lee.

Voto: 5+