Coppietta felice si trasferisce in una bella villa sul lago, dove lei inizia ad avvertire strane presenze, mentre lui cerca vanamente di tranquillizzarla. Chi ha ragione?
Escursione-thriller di buon successo firmata Robert Zemeckis, tra i più capaci e autorevoli tra i cosiddetti registi da botteghino (almeno fino a dieci anni fa). Qui asseconda la moda del periodo – il giallo spiritistico con colpo di scena allegato – mettendo su un’impalcatura solidissima con due divi di mezza età per catturare tutte le fasce di pubblico e una sceneggiatura di rassicurante banalità. Tanto mestiere in questa specie di “Hitchcock for dummies” che si fa comunque guardare senza troppe pretese fino al termine, nonostante un finale lungo oltre ogni sopportazione – in cui ci si scopre a fare il tifo per il decesso immediato dei due protagonisti – e un’interpretazione fin troppo marmorea da parte di Harrison Ford, che all’epoca aveva smesso di recitare più o meno da una decina d’anni (mentre Michelle Pfeiffer è deliziosa come al solito). Brividi a profusione e tensione sempre altissima, anche se l’artificiosità dell’intreccio e le millemila citazioni superano più volte la soglia consentita. Tremenda tag-line di involontario umorismo presente sulla locandina originale: “Sta alle vasche da bagno come Psycho alle docce”.

Voto: 6-