In un paesino spettrale alla Simenon da qualche parte della Francia si incontrano e fanno amicizia Manesquier, professore di letteratura ciarliero e solitario, e Milan, misterioso fuorilegge con un qualche colpo in programma per il fine settimana.
“Mai conoscere le poesie a memoria”. Tra i più felici e apprezzati film del 55enne parigino Patrice Leconte, è un polar squisitamente francese nel dissociarsi dai cliché e uscire fuori dal seminato, perché – malgrado tutto – si chiude con una nota di speranza e fiducia, innanzitutto in sé stessi: non è mai troppo tardi. Film di persone e di solitudini che cresce e si fa amare a poco a poco, seguendo fedelmente il rapporto tra i due protagonisti, il magnifico Jean Rochefort e il cantante-attore Johnny Halliday, divo del rock francese qui alla migliore performance in carriera. Lieve e molto breve; lasciano il segno i dialoghi di Claude Klotz, che a volte amano specchiarsi nella bella scrittura (“L’eternità dura sempre fino al sabato”). Ma il finale, è così definitivo? A noi sembra aperto, spalancato.

Voto: 7+