rustyilselvaggio

Tulco, Oklahoma: Rusty James cerca la sua strada facendosi largo tra le bande della sua città, che ancora vivono nel mito di “quello della moto”, fratello maggiore di Rusty che un giorno torna all’improvviso dopo un lungo viaggio in California.
Secondo capitolo della duologia anni ’80 di Francis Ford Coppola dedicata all’adolescenza e al tema del ribellismo giovanile, declinabile in mille maniere (il primo è “I ragazzi della 56° strada”). Film complesso, classico nella trama e affascinante nella forma, visivamente sontuoso con espliciti rimandi ai grandangoli e all’espressionismo di Orson Welles, girato con un bianco/nero a forte contrasto con un preciso significato narrativo (il “ragazzo della moto” interpretato da Mickey Rourke è daltonico e non distingue i colori). Ambientato nel presente ma carico di suggestioni passate anche cinematografiche (la canottiera di Matt Dillon è vicina parente di quella di Marlon Brando in “Un tram chiamato desiderio”), è un’opera delicata e appassionata che taglia fuori gli adulti e colloca i ragazzi su degli ideali posti di comando, capaci di prendere decisioni coraggiose e anche sviluppare relazioni sentimentali complicate come quella, struggente, tra il protagonista e Diane Lane. La più felice delle idee è quella di colorare i “rumble fish” (come da titolo originale), pesci-tuono che, quando costretti nei confini di un acquario, attaccano i propri simili e persino la propria immagine: in anticipo di dieci anni sul cappotto rosso della bambina di “Schindler’s List”, quando l’intelligenza dell’artigiano si mescola alla potenza tecnica degli effetti speciali.

Voto: 7+